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29/05/2019 - N.

Europa dopo il voto, Coldiretti: nella nuova Commissione UE sia l’Italia a tenere le redini dell’agricoltura

Sono quasi 50 anni che nell’ambito della Commissione europea la responsabilità del settore primario non viene assegnata all’Italia, che pure è il primo Paese dell’UE per valore aggiunto agricolo, oltre che per qualità delle produzioni.
A chiederlo è il Presidente Coldiretti Ettore Prandini nell’esprimere apprezzamento per l’idea italiana di puntare sull’agricoltura nella scelta dei Commissari europei.
È dal 1972 con Carlo Scarascia Mugnozza nella Commissione Mansholt, che l’Italia non ha un proprio rappresentante all’agricoltura nell’ambito della Commissione europea a conferma della disattenzione nei confronti del settore degli ultimi decenni, nonostante la grande rivoluzione che è avvenuta nelle campagne italiane che sono diventate una realtà da primato a livello internazionale per sostenibilità economica ed ambientale ma anche per la capacità di offrire lavoro alle nuove generazioni.
Con 5.155 prodotti alimentari tradizionali censiti, 297 specialità DOP e IGP e 415 vini DOC e DOCG, l’agricoltura italiana vanta una serie importante di primati ed è anche la più green d’Europa, con quasi 60.000 aziende agricole biologiche e la scelta di vietare le coltivazioni OGM e la carne agli ormoni a tutela della biodiversità e della sicurezza alimentare.
“La nostra agricoltura d’eccellenza merita la giusta attenzione a livello europeo con un Commissario italiano che occuperebbe un posto chiave nelle politiche comunitarie” dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo.
“Possiamo fare da apripista in Europa sulla trasparenza dell’informazione ai consumatori - spiega Moncalvo - estendendo a tutti i prodotti l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti, motivo per cui stiamo portando avanti la petizione comunitaria ‘Eat Original - Scegli l’origine!’. Grazie al pressing di Coldiretti, l’Italia si pone all’avanguardia in Europa per la trasparenza delle informazioni sulle etichette degli alimenti ma questo primato rischia di essere cancellato dall’entrata in vigore nell’aprile 2020 di norme europee fortemente ingannevoli per i consumatori”.