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12/03/2019 - N.

Coldiretti, pratiche commerciali sleali: bene il via libera alle nuove regole europee che tutelano i nostri agricoltori

Oggi il Parlamento europeo ha approvato in seduta plenaria la nuova Direttiva che mette al bando le pratiche commerciali sleali lungo la catena agroalimentare.
Si tratta di un provvedimento fondamentale - che ora, dopo la formale approvazione da parte del Consiglio dell’UE, dovrà essere recepito dai Paesi membri - ottenuto da Coldiretti per contrastare le speculazioni da parte dei poteri forti dell’industria e della distribuzione a danno degli agricoltori.
Si pensi al pagamento delle pesche cuneesi raccolte la scorsa estate, slittato fino a Carnevale per la maggior parte dei nostri produttori: un ritardo grave e ingiustificato che costituisce l’ultimo, tangibile esempio degli squilibri di potere contrattuale lungo la filiera e delle distorsioni che strozzano gli imprenditori agricoli.
Secondo le stime Coldiretti, in Italia per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti, meno di 15 centesimi vanno a remunerare il prodotto agricolo.
“È necessario sanare un’ingiustizia profonda - precisa il Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo, Roberto Moncalvo - rendendo più equa la catena di distribuzione degli alimenti che vede oggi sottopagati i prodotti agricoli, spesso al di sotto dei costi di produzione, senza alcun beneficio per i consumatori”.
Per difendere gli agricoltori dallo strapotere delle grandi catene distributive, la nuova normativa UE prevede, tra l’altro, la cancellazione delle condizioni capestro, dalle vendite last minute degli ordini ai ritardi di pagamento delle forniture alle modifiche non concordate dei contratti fino ai mancati pagamenti per i prodotti invenduti e alle vendite sotto costo e doppie aste.
È stato introdotto nel provvedimento anche l’anonimato di chi denuncia tali vessazioni e viene data alle Associazioni di rappresentanza la possibilità di presentare le denunce per conto dei propri soci.
“Da anni il settore agricolo europeo - continua Moncalvo - chiede una normativa comunitaria che miri ad affrontare queste pratiche, per una filiera agricola e alimentare più giusta, più trasparente, più equa e più sostenibile in tutta l’Unione, dalla quale ogni operatore possa trarre beneficio, a partire dai consumatori”.